
È arrivato l’ok alla definizione agevolata delle posizioni debitorie verso gli enti locali: il cittadino può regolarizzare senza sanzioni né interessi, pagando fino a un massimo di 54 rate bimestrali dello stesso importo. Ma non è tutto automatico. Cosa significa in termini pratici
Cè l’ok alla definizione agevolata delle posizioni debitorie verso gli enti locali. In poche parole, questa misura consente al cittadino che ha ricevuto cartelle relative a Imu, Tari, tassa di soggiorno e canoni concessori di regolarizzare la propria posizione versando solo l’importo originario dovuto, senza applicazione di sanzioni né interessi. Lo stesso meccanismo viene esteso anche alle multe stradali. Come funziona, nel dettaglio? Andiamo con ordine.
Non è tutto automatico
Tutto nasce da un emendamento inserito nel decreto fiscale, approvato alla Camera con il voto di fiducia, che allarga la cosiddetta “rottamazione quinquies”ai debiti con Regioni e Comuni. Non si tratta però di un automatismo, perché ogni ente locale può scegliere autonomamente se aderire o meno alla misura. Le eventuali delibere dovranno essere rese pubbliche sui siti istituzionali entro il prossimo 30 giugno. Le domande di adesione potranno invece essere presentate tra il 16 settembre e il 31 ottobre.
Pagamento fino a 54 rate bimestrali
Come si paga? Il contribuente può scegliere tra il pagamento in un’unica soluzione oppure la rateizzazione. Nel primo caso, il versamento deve essere effettuato entro il 31 gennaio 2027. In alternativa, è possibile dilazionare l’importo fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo, con scadenze fissate al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno a partire dal 2027. Così la rateizzazione può arrivare fino a nove anni complessivi. Sulle somme dilazionate si applicano interessi pari al 3% annuo, calcolati dal 1° febbraio 2027.
Gli effetti concreti
Questa norma interviene anche su una disparità di trattamento segnalata dall’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani. In precedenza, crediti come accertamenti fiscali, tariffe non pagate e multe non potevano essere oggetto di definizione agevolata se affidati all’Agenzia delle entrate-riscossione. La rottamazione locale permette invece il pagamento della sola quota capitale, eliminando interessi, sanzioni e oneri di riscossione (restano solo i costi procedurali).